
Ad un giorno dal presunto terremoto che secondo Raffaele Bendandi dovrebbe colpire Roma l'11 maggio 2011 (peraltro smentito dalla stessa direttrice del museo bendandiano) diamo conto ancora una volta dell'attività sismica della Provincia di Roma, continuando il monitoraggio che stiamo conducendo in un'area di 50 km dal centro della città.
La prima cosa da dire è che le scosse registrate dagli strumenti che consultiamo ancora una volta non fanno presagire in nessun modo un forte terremoto: in particolare l'attività sismica appare particolarmente blanda e limitata a scosse praticamente tutte strumentali. Le ultime si concentrano nell'area di Rocca Sinibalda e Longone Sabino, dove dallo scorso 24 aprile continua un piccolo sciame sismico che ha dato vita a solo un paio di scosse avvertibili dall'uomo. Tale sciame rientra nella normale attività di quella parte di Appennino e non deve assolutamente allarmare.
Venendo a zone a noi più pertinenti c'è da osservare come l'area dei Colli Albani non abbia registrato attività durante l'ultimo mese e mezzo e questo porta a rassicurare ancora di più le popolazioni dei Castelli Romani.
Dopo questa rassicurazione invitiamo comunque i lettori a far controllare le proprie abitazioni in caso di crepe, scricchiolii sospetti ecc perché ricordiamo per l'ennesima volta che i Castelli Romani sono cittadine a forte rischio sismico che in passato hanno vissuto tragedie per colpa di terremoti fino a magnitudo 5.6/5.8 come quello del 1806.